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L’Agro Pontino e le sue gemme

Dopo un ricco pranzo da De Novo e d’Antico all’insegna dei sapori tipici dell’Agro Pontino (qui trovate il nostro menù), molte sono le possibilità per una piacevole passeggiata “digestiva”. Noi di De Novo e d’Antico, che conosciamo il nostro territorio non solo attraverso i prodotti agricoli, ma soprattutto per il bagaglio storico-artistico che esso offre, vi proponiamo due mete per una gita pomeridiana alla scoperta di due gemme della Pianura Pontina: Sermoneta e Bassiano.

Sermoneta: il borgo DOC dell’Agro Pontino

A circa 18 km da De Novo e d’Antico (meno di mezz’ora in automobile), su un colle di ulivi che sembra sostenerla da secoli alle pendici dei Monti Lepini, sorge Sermoneta, borgo che fa risalire le sue origini all’Alto Medioevo: sviluppatasi attorno al Castello Caetani, Sermoneta offre diverse attrattive per quanti vogliono passeggiare in relax o visitare luoghi rilevanti per la storia dell’Agro Pontino. Scopriamo insieme quali sono i maggiori punti di interesse di Sermoneta.

  • Il Centro storico di Sermoneta: le pareti degli edifici in pietra calcarea sembrano sfiorarsi in alcuni vicoli di questo prezioso borgo medievale, passeggiando per le cui strade quasi ci si dimentica del tempo e dello spazio. È incantevole lasciarsi trasportare dall’istinto, aggirandosi fra le viuzze del borgo di Sermoneta, fino ad arrivare al Belvedere di fronte alla pittoresca Via delle Scalette: conosciuta con il suo attuale nome dal secolo XI, la cittadina racchiude all’interno della sua cinta muraria alcune fra le testimonianze artistiche più importanti dell’Agro Pontino.
  • La cinta muraria di Sermoneta: già nel XIII secolo Sermoneta possedeva un castello e mura di epoca medievale, ma le mura urbane che sono pervenute fino ai nostri giorni devono la loro costruzione alla famiglia Caetani. Onorato Caetani commissionò infatti la realizzazione della cinta muraria di Sermoneta nel 1448, che venne ultimata alla metà del XVII secolo da Francesco Caetani. Innestate sul tratto di mura medievali preesistente e realizzate in pietra calcarea locale, le mura vennero realizzate applicando intuizioni innovative dal punto di vista tecnico e strategico: il sistema difensivo venne adattato alle armi da fuoco; le torrette di avvistamento furono realizzate con angolature che consentivano una maggiore visibilità, a fronte di un’ottima copertura per le sentinelle di ronda; i bastioni vennero posizionati a difesa delle porte (Porta del Pozzo, Porta delle Noci, Porta San Nicola, Porta Sorda, Porta San Sebastiano, Porta Valeria, Portella, Porta Annibaldi, Porta della Carbonara). Oggi le mura sono visitabili grazie al percorso museale realizzato dall’amministrazione locale: circa un chilometro di passeggiata tra oliveti secolari da Porta delle Noci a Porta Sorda, per ammirare da un lato la fortificazione del Centro Storico di Sermoneta, e dall’altro lo splendido colpo d’occhio offerto dalla vista che spazia dai Castelli Romani al Monte Circeo.
  • Il Castello Caetani: annoverato fra i manieri meglio conservati in Italia, il Castello Caetani di Sermoneta vide la sua architettura cambiare e ampliarsi con il passare dei secoli, assieme alla sua destinazione d’uso. Costruito agli inizi del XIII secolo, venne adibito inizialmente a fortezza militare, per divenire poi a partire dal 1500 residenza di Lucrezia Borgia e di diversi Papi. Trasformato in carcere in epoca napoleonica, tornò ad essere fortezza della famiglia Caetani durante la II Guerra Mondiale. Oggi il Castello Caetani è parte integrante della vita sociale di Sermoneta, essendo divenuto luogo di incontri culturali, meta per un lungo periodo dell’anno di artisti e studiosi di varie discipline, ma soprattutto di turisti interessati alle testimonianze storiche custodite al suo interno: le “Stanze Pinte” (opera forse di un allievo del Pinturicchio), gli arredi medievali, i ponti levatoi e i passaggi segreti rendono il Castello Caetani di Sermoneta una delle mete più interessanti dell’Agro Pontino.
  • La Loggia dei Mercanti: in piazza del Comune si trova l’elegante Loggia dei Mercanti. Fatta costruire nel 1446 da Onorato Caetani con il fine di renderla sede del Comune, degli affari e delle assemblee popolari, in seguito divenne luogo di scambi commerciali: al di sotto delle arcate a tutto sesto – tipicamente medievali, a contrasto con l’ingresso gotico – infatti, prendevano posto magazzini, stalle e botteghe.
  • La Cattedrale di Santa Maria Assunta: situata nell’omonima piazza, la Cattedrale di Santa Maria Assunta di Sermoneta venne edificata sulle rovine del tempio di Cibele nel 900. Il suo impianto architettonico, in origine romanico, venne modificato dai monaci cistercensi nel XIII secolo, i cui interventi conferirono alla chiesa le forme gotiche che la caratterizzano anche oggi, conservando tuttavia intatta la solennità romanica del campanile annesso. La Cattedrale di Santa Maria Assunta di Sermoneta presenta una pianta romanico-gotica a tre navate con volte a crociera, e conserva fra le sue mura diverse opere rinascimentali degne di nota: la pala d’altare raffigurante la Madonna degli Angeli attribuita al giovane Benozzo Gozzoli (1452 circa), il crocifisso ligneo quattrocentesco nella Cappella dei Magi e, a destra sulla controfacciata seminascosto e assai deteriorato, un affresco con tema i sette vizi capitali.
  • La Sinagoga ebraica di Sermoneta: in Via Marconi (una volta chiamata via degli Ebrei) si trova la testimonianza odierna più corposa della presenza della comunità ebraica di Sermoneta, insediatasi durante la seconda metà del XIII secolo nell’area che si estendeva dalla casa Piovezzica (di fronte alla scalinata della Loggia dei Mercanti) sino alla sinagoga. La Sinagoga, oggi casa privata, venne costruita nello stesso periodo del primo insediamento della comunità: sulla facciata del palazzetto all’interno della quale era posto il luogo di culto ebraico, si notano a tutt’oggi le bifore con colonnina, in pieno stile italiano. Un simbolo di inclusione architettonica che non coincise purtroppo con la contropartita sociale: la comunità venne infatti dapprima dispersa nel 1503, e poi espulsa definitivamente con decreto pontificio nel 1569.
  • La Chiesa di San Michele Arcangelo: chiamata anche Sant’Angelo, la Chiesa di San Michele Arcangelo si trova nel cuore di Sermoneta e la sua struttura romanica, una delle più antiche del borgo, ben si amalgama con le fattezze medievali della cittadella. Costruita all’inizio dell’XI, lo stile romanico originario venne più volte rimaneggiando conferendole caratteristiche gotiche, riscontrabili negli archi delle tre navate, nel portico e nel soffitto a crociera. Nonostante l’austerità della regola delle confraternite che vi si sono avvicendate nei secoli, gli interni della Chiesa di San Michele Arcangelo di Sermoneta ospitano preziosi elementi artistici: gli affreschi della cripta risalenti al XV secolo, il battistero del XVII secolo e l’organo del XVIII per citarne alcuni.
  • La Chiesa di San Giuseppe: costruita nel 1520 ma ultimata solo nel 1733, la Chiesa di San Giuseppe è dedicata la patrono di Sermoneta, e proprio come ogni “patrono di casa” che si rispetti, accoglie i forestieri all’ingresso del paese. Venne commissionata dalla famiglia Caetani, anche se la facciata e la ripida scalinata d’ingresso vennero ultimate con l’elemosina dei cittadini solo due secoli dopo. L’unica navata con soffitto a volte a crociera fa da cardo alle sei cappelle laterali, tre a destra e tre a sinistra: fra tutte, spicca per maestosità ed importanza la seconda sul lato destro, detta Cappella Caetani, commissionata da Bonifacio I Caetani e affrescata da Girolamo Siciolante, pittore manierista molto in voga alla metà del XVI secolo.

Bassiano: non solo prelibatezze

Bastano circa 20 km dopo il pranzo da De Novo e d’Antico (mezz’ora in automobile) per ritrovarsi in uno dei paesi più elevati della provincia di Latina, a 562 metri sul livello del mare: secondo soltanto a Rocca Massima (se volete l’itinerario ad hoc per Rocca Massima, cliccate qui), Bassiano offre diverse attrattive, non solo storiche ma anche culinarie. Visto che il prosciutto, il capocollo e il guanciale di Bassiano li avete già assaggiati da De Novo e d’Antico, vogliamo scoprire insieme quali sono i maggiori punti di interesse storico-artistico di questo paese?

  • Il Centro storico di Bassiano: le “Case Torri” che si innalzano per i vicoli dello splendido borgo medievale contribuiscono a mantenere il centro storico di Bassiano immerso in un’aura di rilassante a-storicità, dove il tempo potrebbe essersi fermato. Se si rimane un secondo in ascolto del silenzio che pervade il borgo (e una sosta ci vuole, con tutte queste salite!), tra i suggestivi scorci sulla rigogliosa vegetazione dei Monti Lepini sembra quasi udire il suono degli zoccoli delle cavalcature dei ricchi signori che dal 1200 abitarono Bassiano. La struttura a spirale del villaggio fortificato culmina nel punto dove anticamente sorgeva la Rocca, e dove oggi la chiesa di Sant’Erasmo e la Piazza della Torre Civica vegliano sul paese.
  • Le mura castellane di Bassiano: la famiglia Caetani era nota in tutti i possedimenti pontini per l’importanza che dava alla fortificazione dei propri feudi. E anche a Bassiano ne diede conferma:  nel XIII secolo vennero infatti erette per volere dei Caetani le mura che ancora oggi circondano il paese, prevedendo anche la costruzione nove torri e tre porte di accesso. La testimonianza della presenza della famiglia Caetani a Bassiano è inoltre rafforzata dalla presenza all’interno del borgo di Palazzo Caetani, nobile residenza dei signori del feudo.
  • La Chiesa di Sant’Erasmo: risalente al XII secolo, la Chiesa di Sant’Erasmo di Bassiano venne più volte sottoposta a interventi di restauro, che ne modificarono l’assetto originale. È questa la motivazione per la quale oggi la Chiesa di Sant’Erasmo presenta interni tipicamente neoclassici, mentre al suo interno troviamo pregiati elementi artistici di diversi epoche e stili, fra i quali il fonte battesimale del 1100, gli affreschi e le tele del coro risalenti alla fine del XVI secolo, il coro ligneo della metà del 1800.
  • Il Museo delle Scritture (martedì-sabato 9.30-12.30 | 15.30-18.30; domenica 15.30-18.30): situato in via Sezze negli ex locali del carcere, il Museo delle Scritture nasce in onore e memoria di Aldo Manuzio, editore grammatico e umanista nato a Bassiano alla metà del Quattrocento. Centro di conservazione, valorizzazione e ricerca nel campo della scrittura e dell’alfabetizzazione, il Museo delle Scritture di Bassiano nel suo percorso museale offre un interessante excursus tra le testimonianze scolastiche della popolazione pontina, fra esercizi di calligrafia e i primi cimenti nell’imparare a leggere e far di conto degli alunni delle scuole rurali dell’Agro Pontino.

Anche i dintorni di Bassiano offrono luoghi di interesse naturalistico e religioso: ve ne proponiamo due per completare la “digestiva” passeggiata pomeridiana dopo il pranzo da De Novo e d’Antico.

  • La Grotta: a tre chilometri dal centro storico di Bassiano sorge il Santuario del Crocifisso. Il nome deriva dalla scultura in legno, opera dell’illustre artista Vincenzo Pietrosanti, conservata nella cappella rotonda del Santuario. Costruito nel XII secolo, il Santuario del Crocifisso fa da illustre anticamera a quella che è conosciuta come la Grotta dei Templari: testimonianza della capillare presenza dell’Ordine nel territorio pontino e successivamente umile dimora dei Frati Francescani,  la Grotta presenta pareti completamente affrescate con immagini a soggetto religioso, tratte dal nuovo testamento e dalle vite dei Santi.
  • Il monte Semprevisa: per gli amanti delle escursioni e del trekking, il monte Semprevisa è certamente una delle mete più appetibili del territorio pontino. Con i suoi 1500 metri, è il monte più alto dei Lepini e offre diverse possibilità per chi ama osservare i fenomeni carsici tipici della zona montuosa, ma anche per famiglie che preferiscono una passeggiata immersi nella natura ai sabato pomeriggio nei centri commerciali.

Preferite rimanere nei dintorni dei De Novo e d’Antico? Allora date un’occhiata alla nostra proposta di passeggiata a Cori: un’altra possibilità per conoscere il nostro territorio e le sue bellezze storiche. Buona scoperta da De Novo e d’Antico!

 

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